giovedì 30 giugno 2016

FILM A CASA NATURA 2016

Carissimi, 
l'Associazione Canale Ecologia propone anche ques'anno la rassegna sotto le stelle
"FILM A CASA NATURA":
proiezioni di film su temi ambientali e su nuovi stili di vita, a Casa Natura alle ore 21.30.
Le sarate sono ad offerta libera e si tengono nel pianoro antistante a Casa Natura, struttura situata nelle Rocche tra Canale e Cisterna d'Asti. (info sotto).

IN CASO DI MALTEMPO le proiezioni avverranno presso la sala convegni dell'Enoteca Regionale del Roero in Via Roma 57 a Canale.

Scopo della rassegna è sensibilizzare il pubblico sulle bellezze e sulle criticità del pianeta Terra, per creare dibattito e consapevolezza sulle scelte di vita che possiamo operare ogni giorno.

Le date:

- Giovedì 30 Giugno
RESISTENZA NATURALE

- Giovedì 7 Luglio
COWSPIRACY – Il segreto della sostenibilità


- Giovedì 14 Luglio
LA ZUPPA DEL DEMONIO


- Giovedì 21 Luglio
SAMSARA


Vi aspettiamo!


INFO
:
- Inizio proiezioni h. 21.30, con breve introduzione sui film
- Ingresso ad offerta libera
- Si consiglia un maglioncino per la tarda serata
- A fine film tisane calde per tutti
- Come arrivare: CASA NATURA è situata nelle Rocche tra Canale (Cn) e Cisterna d’Asti. E’ raggiungibile in auto: da Canale si imbocca la strada panoramica verso Cisterna d’Asti. Alle primissime case dell’abitato di Cisterna (Località Lame) si può parcheggiare l'auto sulla strada provinciale ed effettuare una breve e piacevole passeggiata sotto le fronde seguendo le indicazioni per Casa Natura (strada sterrata a sinistra per circa 800 mt).
- In caso di maltempo le proiezioni si terranno presso l'Enoteca Regionale del Roero in Via Roma 57 a Canale (Cn).


lunedì 23 maggio 2016

Notturni nelle Rocche 2016


A questo link il calendario dettagliato:

L’evento su facebook, a cui vi chiediamo di invitare i vostri contatti, per raggiungere gratuitamente il maggior numero di persone:

E la Pagina facebook, che abbiamo creato per questo e gli anni a venire:
https://www.facebook.com/NotturniRocche/?fref=ts


mercoledì 30 marzo 2016

Vota SÌ per fermare le trivelle


 Corneliano d'Alba, 24 marzo 2016                                                      Comunicato stampa

17 aprile 2016, referendum contro le trivelle

E’ nato il Comitato Langhe - Roero
“Vota SÌ per fermare le trivelle”


A Corneliano d'Alba, nel corso di un incontro promosso dal Comitato Arci Asti, Langhe e Roero, dove erano presenti rappresentanti della Fiom, di Slow Food, di Officine di Resistenza ed Elianto, dell' Associazione Canale Ecologia, di Basta un Seme e del Cinema Vekkio, è nato il Comitato Langhe - Roero delle associazioni “Vota SÌ per fermare le trivelle”, a cui hanno aderito anche Legambiente, Associazione Roero Consapevole, Associazione Asfodelo, Associazione Amici del Castello Alfieri,  Associazione Camminare Lentamente, Associazione Culturale “Il Paese” (bimestrale roerino) e Libera Cuneo.
Lavorerà per invitare i cittadini a partecipare al referendum del prossimo 17 aprile contro le trivellazioni in mare e votare SÌ per abrogare la norma (introdotta con l’ultima legge di Stabilità) che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze. La Legge di Stabilità 2016, infatti, pur vietando il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia dalla costa, rende “sine die” le licenze già rilasciate in quel perimetro di mare.

Far esprimere gli italiani sulle scelte energetiche strategiche che deve compiere il nostro Paese, in ogni settore economico e sociale, è la vera posta in gioco di questo referendum. Il Comitato si pone quindi l’obiettivo di diffondere fin da subito e capillarmente informazioni sul referendum in tutto il territorio cittadino per far crescere la mobilitazione, spiegando che il vero quesito è: “vuoi che l’Italia investa sull’efficienza e il risparmio energetico, sul 100% di fonti rinnovabili, sulla ricerca e l’innovazione?”.

Il petrolio è una vecchia energia fossile causa di inquinamento, dipendenza economica, conflitti, protagonismo delle grandi lobby. Dobbiamo continuare a difendere le grandi lobby petrolifere e del fossile a discapito dei cittadini, che vorrebbero meno inquinamento, e delle migliaia di imprese che stanno investendo sulla sostenibilità ambientale e sociale? Noi vogliamo –è questo l’appello dei tanti studenti, associazioni e movimenti che hanno costituito il Comitato- che il nostro Paese prenda con decisione la strada che ci porterà fuori dalle vecchie fonti fossili, innovi il nostro sistema produttivo, combatta con coerenza l’inquinamento e i cambiamenti climatici.

Il Governo, rimanendo sordo agli appelli per l’election day (l’accorpamento in un’unica data del voto per il referendum e per le amministrative) ha deciso di sprecare soldi pubblici per 360 milioni di euro per anticipare al massimo la data del voto e puntare sul fallimento della partecipazione degli elettori al Referendum. Il Governo scommette sul silenzio del popolo italiano, noi invece scommettiamo su tutti i cittadini che credono in una società meno dipendente dalle fonti fossili e che vorranno far sentire la loro voce e si mobiliteranno per il voto!

Per aderire al Comitato scrivere a: astilangheroero@arci.it


Siete tutti invitati a partecipare alla CONFERENZA STAMPA Venerdì 1 aprile a Bra alle ore 11 in Piazza Carlo Alberto angolo via Cavour.



Portate bottiglie di vino, vi faremo vedere l'unica trivellazione che vorremo avere in Italia !!

lunedì 14 marzo 2016

Referendum sulle trivellazioni 17 APRILE 2016

Manca un mese al Referendum sulle trivellazioni nel nostro Paese.
Non manchiamo questo importante appuntamento con la democrazia: il 17 aprile andiamo a votare.



Ci rivolgiamo a tutti, ma in particolare alle donne che da soli 70 anni e solo grazie a grandi lotte e sacrifici hanno acquisito questo diritto, contribuendo sostanzialmente con il loro voto a creare l'Italia del dopoguerra.

Non dimentichiamo i nostri diritti, non facciamoli seccare, diamogli nuova vita. Il nostro Paese non ha smesso di aver bisogno di noi.


venerdì 11 marzo 2016

ACQUA: COSA FANNO CON I SOLDI DELLE NOSTRE BOLLETTE?



Nell'attesa di conoscere come proseguirà l'attuazione del cronoprogramma che dovrebbe portare nel corso del 2016 alla scelta del gestore unico per il servizio idrico integrato in tutta la provincia, abbiamo cominciato ad esaminare i bilanci dell'Ente di Governo dell'Ambito Idrico n.4 del Cuneese (Egato4) e dei gestori.
Un'operazione non semplice, ma che ha evidenziato fatti davvero sorprendenti.
Abbiamo un ente che si è sempre lamentato di non avere i mezzi per ben operare e che accetta passivamente di non ricevere quanto dovuto (che gli permetterebbe di meglio funzionare) e gestori che, con i soldi incassati dalle bollette, non fanno gli investimenti previsti nel settore idrico ma riescono a farne altri piuttosto discutibili.
E' il caso di due società del Gruppo Egea: Tecnoedil, che opera nell'Albese e nel Braidese, e Alpi Acque che gestisce il territorio Fossanese, Saviglianese e Saluzzese.
Alpi Acque ha investito 31.500 € nel capitale sociale della controllata Alpi Ambiente che ha come unica attività la gestione di un impianto di trattamento e smaltimento di reflui solidi e liquidi nel comune di Fossano.
L'azienda ha anche acceso a favore di Alpi Ambiente un leasing, del quale il bilancio non riporta l'ammontare, destinato all'acquisto di tutti i macchinari necessari per l'impianto sopracitato.
Ancora più sorprendente è quanto emerge dall'esame del bilancio di Tecnoedil: ha investito 1.078.000 euro nel capitale sociale di Roero Park Hotel che gestisce una struttura alberghiera nel comune di Sommariva Perno.
Il valore di queste quote è stato svalutato quasi interamente e la società, che dal 2008 ha prodotto paurose perdite, ha beneficiato di ulteriori prestiti da parte di Tecnoedil per 1.490.000 €. Tecnoedil ha poi ricevuto in modo ancora più corposo, da parte della capogruppo Egea, un finanziamento non postergato di 13.400.000 del quale non viene indicato l'utilizzo, ma temiamo che almeno in parte sia stato destinato a coprire queste perdite.
Inoltre queste due aziende, insieme all'altra consociata Alse, intrattengono con la capogruppo Egea e con altre consociate, numerosi rapporti finanziari e di esecuzione lavori regolati da contratti infragruppo che rispondono ad una identica logica di profitto e che non sono sottoponibili a controlli esterni di terzi indipendenti.
Come molti utenti sanno sulle bollette dell'acqua si paga un supplemento dell'1,5% destinato al funzionamento dell'Egato e un altro dell'8% destinato alle attività di protezione idrogeologica dei territori montani. Sull'entità di queste cifre esistono rilevanti discordanze tra le cifre indicate nel bilancio dell'Egato e quelle indicate dai gestori. Pesantissimi sono i debiti che questi hanno accumulato negli anni, nonostante la convenzione imponga precisi tempi per i versamenti.
Fatto ancora più grave, dalla relazione allegata al bilancio di Egato4 si evidenzia che gli investimenti nel SII eseguiti dai gestori sono stati nel 2013 meno del 60%, nel 2014 circa il 70% e nel 2015 si dovrebbero assestare a meno del 30% rispetto a quelli previsti nel piano d'ambito. La relazione però non fornisce il dettaglio per ogni singolo gestore. Grazie ad un approfondito esame dei bilanci dei gestori siamo riusciti a scoprire che Alpi Acque, Tecnoedil, Acque Potabili e Mondoacqua sono fortemente sotto il 60%, mentre Acda ne eseguirebbe il 100%.
Eppure la Conferenza dei Rappresentanti dell'Egato4, nella quale siedono i rappresentanti delle varie aree della provincia, ha approvato tutto all'unanimità, senza che nessuno dei conferenzieri chiedesse neppure un chiarimento.
Se il settore idrico è così appetibile per le aziende private è soprattutto perché il rientro degli investimenti è totalmente assicurato dalle tariffe degli utenti. Ed è nel servizio idrico che tali ricavi vanno spesi.
Di questi è di altri elementi emersi dall'esame dei bilanci abbiamo chiesto chiarimenti all'Egato4.

Diffondiamo questi dati al semplice fine di informare i cittadini di quello che comporta la sottomissione del SII alle regole del mercato, nella speranza che tali fatti convincano anche gli amministratori a scegliere una gestione pubblica e partecipata.

COMITATO CUNEESE ACQUA BENE COMUNE: tel.3893455739

giovedì 18 febbraio 2016

Il nostro dissenso allo svolgimento della manifestazione rally nel Roero del 28 Febbraio 2016

Ancora una volta, la nostra terra si trova a vivere un autentico affronto a quelli che sono i princìpi di equilibrio tra uomo e ambiente.
Ci riferiamo stavolta alla notizia, diffusa ad inizio mese, riguardante un giorno di test con auto da rally che si svolgerà il 28 Febbraio a S.Stefano Roero, l’epicentro di uno dei luoghi che, tra le nostre colline, meglio racchiude le qualità di un Roero fatto di verde, Rocche, episodi di agricoltura attenta al rispetto del paesaggio e, non da ultimo, di gente che conosce il valore del tesoro su cui è seduta.
L’evento è organizzato dallo Sport Rally Team di Carmagnola, che per sua stessa ammissione ha scelto di recuperare un tratto di prova speciale dell’allora Rally di Carmagnola per dare vita a tale manifestazione.
Vogliamo esprimere il nostro dissenso più deciso e convinto allo svolgimento della manifestazione, per le seguenti ragioni:
–         Molti, ancora, ricordano le lotte vissute all’epoca e le proteste per dire “basta” ad una competizione motoristica che nulla aveva a che vedere con la nascente consapevolezza attorno al nostro Roero. Già a fatica difendiamo la nostra “casa” dalle emissioni in atmosfera e da quelle acustiche: ora dobbiamo “prestarla” per l’avventura predatoria di un giorno, e per di più per scopi meramente commerciali. Ci chiediamo: siamo davvero certi di voler essere ancora una volta “terra di conquista”?

–         La giornata si svilupperà dal mattino alla sera, con parziale chiusura della strada, muovendosi tra segmenti di trasferimento e tratti di prova speciale sotto le case dei residenti: sfiorando siti monolitici come il Dente delle Rocche verso Sant’Antonio, punti remoti come le località Balla e Benna, la rocca di San Michele, che meriterebbero un risalto diretto più che uno sfrigolìo di gomme sull’asfalto. Magari con le attendibili scene di visitatori incuranti nel calpestare le zone dei privati, per un giorno intero chiusi nelle loro abitazioni.

–         Una delle finalità dichiarate dagli organizzatori sarà quella di promuovere un nuovo modello di pneumatici da corsa “Michelin”, tanto da offrire adesioni gratuite a chi le acquisterà durante quella domenica. Ecco allora che Santo Stefano e i bricchi circostanti diventano come un tempio violato dai mercanti di evangelica memoria, e pure colossi multinazionali: ma non siamo una bottega. Il Roero non è in affitto, è un bene comune che segue una precisa logica di valorizzazione del proprio patrimonio ambientale.

–         In un’epoca in cui ormai il nome “Roero” è entrato a far parte del sistema-Unesco (lo conferma chi di turismo, qui, ci vive e opera) e si sta rivelando strategica meta “outdoor” per chi, da tutto il mondo, sceglie il Roero da gustare a piedi, in bicicletta, a cavallo. Francamente, una svolta motoristica risulta decisamente anacronistica. Siamo, saremo sempre di più, scenario per eventi sportivi “puliti” (il Triathlon delle Rocche di Sommariva Perno, i futuri RoerRun- Trail del Vino Roero di Vezza d’Alba e il Trail delle Rocche di Montà e Canale, l’imminente “Gran Fondo Roerocche” di mountain-bike a respiro interregionale, il Gran Premio del Roero di ciclismo a livello juniores, ormai a caratura internazionale, un fittissimo calendario di 56 passeggiate naturalistiche per il pubblico e i turisti già indette nel 2016): signori, siamo terra di sentieri e strade che non vogliono respirare altro gas. Se un “polmone verde” c’è, si chiama Roero con i suoi boschi, vigne e Rocche. Temi ampiamente condivisi due mesi fa alla Marcia Globale per il Clima svolta ad Alba.

–         Esplode così una netta contraddizione tra la vocazione “outdoor” naturalistica del nostro territorio, che saggiamente i nostri amministratori dimostrano di voler perseguire finanziando e patrocinando progetti che vanno in questa direzione, e la periodica (ma puntuale) ospitalità di eventi scenario di inquinamento e velocità come questo, che vanno in senso opposto. Perché due passi avanti e uno indietro?

–         La sicurezza: inutile sgolarsi nel dire che domenica 28 febbraio saranno garantiti tutti i servizi d’ordine possibili e immaginabili. L’abbiamo già visto in passato: il rally porta a prepararsi prima della giornata campale, anche per via dello spirito competitivo che lo domina. E già potremmo attenderci prove nei giorni precedenti, magari in notturna, con seri pericoli per l’incolumità di tutti.

–         L’ omaggio verso la cultura enogastronomica, sottinteso dai responsabili della manifestazione, non porterà nulla al nostro Roero. Si ferma alle parole, perchè sceglie uno sbrigativo catering privato piuttosto che i nostri ristoranti. Non siamo né un fast-food, né un parco giochi.

Lasciate dunque vivere il Roero dalla sua gente, e da chi vuole entrarvi in punta di piedi. Siamo terra lenta, gli unici rumori che vogliamo sentire sono quelli dati dalla musica, dal vento tra gli alberi e i filari, in cui la miglior impronta è quella dei piedi del viaggiatore.
Non, di certo, quella delle gomme da gara.

venerdì 13 novembre 2015

Combustione da biomasse per riscaldamento, attenti a salute e ambiente

lo rileva uno studio di Enea e del ministero della Salute

Roma, 11 nov. - (AdnKronos) - L’utilizzo delle biomasse per il riscaldamento residenziale non porta i benefici sperati e anzi, a causa delle emissioni di particolato (Pm 2.5), incrementa l’inquinamento atmosferico e provoca danni alla salute. E’ quanto emerge dallo studio Enea 'Gli impatti energetici e ambientali dei combustibili nel settore residenziale', presentato oggi in un evento promosso a Roma da Assogasliquidi e Anigas, le associazioni rappresentative dei settori gas naturale e liquefatto.

Per questo, secondo lo studio, le politiche di sostegno alle biomasse per uso residenziale vanno condizionate all’uso delle più efficienti tecnologie disponibili, gli standard emissivi delle tecnologie incentivabili devono diventare più rigorosi e le politiche di incentivi vanno rimodulate tenendo conto degli impatti negativi sulla salute provocati dalle emissioni di inquinanti atmosferici come il particolato.

Gli aspetti sanitari sono stati evidenziati dallo studio del centro controllo malattie del ministero della Salute, Viias (Valutazione integrata dell’impatto dell’inquinamento atmosferico sull’Ambiente e sulla Salute). Lo studio Enea parte da recenti analisi sulla qualità dell’aria che, in alcune zone del Paese, evidenziano una presenza di inquinanti atmosferici e composti tossici elevata, nonostante l’adozione di norme europee sulle emissioni di impianti industriali e autoveicoli.

Tutti gli scenari energetici considerati da Enea, vale a dire quello 'di riferimento' a legislazione vigente, quello 'a biomassa costante', ossia con consumo di biomasse non superiore alle stime Istat del 2014 (circa 19 Mton di biomasse legnose) e quello 'decarbonizzazione 2030' in linea con gli obiettivi europei su energia e clima al 2030, mostrano che le emissioni complessive di inquinanti, come il particolato primario, si riducono al 2030 per effetto del miglioramento delle tecnologie adottate, ma le riduzioni sono minori laddove si ha un aumento dell’utilizzo di biomassa nel settore residenziale.

Il maggior ricorso alle biomasse nel settore civile non riduce dunque le emissioni di particolato altrettanto rapidamente che in altri, in particolare del trasporto stradale. Infatti, le biomasse producono oltre il 99% delle emissioni di particolato del settore civile. Secondo il report uno dei maggiori rischi presenti nelle attuali politiche di sostegno all’utilizzo delle biomasse è di ridurre i risultati positivi connessi al miglioramento della qualità dell’aria, ottenuti attraverso le politiche di contenimento delle emissioni nei trasporti, negli impianti di generazione elettrica e negli usi energetici dell’industria.

La combustione della biomassa, infatti, se è considerata neutra dal punto di vista delle emissioni di anidride carbonica è invece dannosa per la salute umana e la qualità dell’aria a causa delle emissioni di particolato, ossidi di azoto e composti organici volatili. L’inquinamento atmosferico è in particolare dichiarato cancerogeno dallo Iarc (International agency for research on cancer).

L’incidenza delle concentrazioni di inquinanti e composti tossici (fra cui particolato e benzoapirene) nella diffusione di patologie dell’apparato respiratorio è riconosciuta da diverse indagini epidemiologiche a livello mondiale. Il progetto Viaas del Centro Controllo Malattie del Ministero della Salute valuta per l’Italia in circa 30.000 decessi l’anno l’impatto del solo particolato fine sulla salute, pari al 7% di tutti i decessi, esclusi gli incidenti. Secondo l’Oms il particolato assume particolare rilevanza per la sua patogenicità a concentrazioni maggiori 10 ug/m3.

La situazione diventa quindi critica in alcune aree sensibili, con conseguente aumento delle patologie per l’apparato respiratorio, come Pianura Padana, Roma e Napoli, dove le concentrazioni di particolato restano superiori non solo ai 10 UG/M3 considerati dall’Oms, ma anche ai limiti europei.

A differenza degli altri prodotti petroliferi, del gas naturale e dell’energia elettrica, soggetti ad accise o imposte di fabbricazione e all’aliquota Iva al 22%, le biomasse godono di una fiscalità agevolata. Tale trattamento preferenziale accordato alle biomasse dovrebbe quindi esser riequilibrato, per tener conto degli impatti negativi sulla salute umana e sull’ambiente. Sarebbe poi indispensabile introdurre standard emissivi più rigorosi da applicare alle tecnologie incentivabili, in modo da costituire un’ulteriore spinta all’accelerazione tecnologica necessaria per la transizione verso sistemi energetici meno carbon intensive.